Ti abbiamo convinto. Vuoi finalmente provare un caffè di qualità e magari, una volta assaggiato, entrare a far parte della sempre più grande famiglia dei coffee lovers. Ma da quale iniziare?
Per prima cosa dobbiamo capire come ti piace berlo. Gli ingredienti non cambiano (acqua e caffè, ovviamente macinato), ma ognuno ha il suo metodo di estrazione preferito, che può variare a seconda dell’occasione o del momento della giornata. O semplicemente di come ci piace berlo.
Per questo abbiamo fatto una piccola ed essenziale guida scegliendo tre caffè da gustare in filtro e tre caffè invece se preferisci la moka o l’espresso.
Ognuno dei caffè che ti proponiamo ha una storia speciale. Di ogni farm che li produce conosciamo il nome del proprietario, il territorio, il modo in cui lavora il caffè e l’attenzione che mette nella sostenibilità ambientale e sociale del contesto in cui vive. Questi per noi sono tutti importantissimi valori che, oltre a garantirti un caffè di unica qualità, ti permetteranno di apprezzare ancora di più la tua tazza.
Tre caffè per filtro
Iniziamo con una selezione di tre specialty coffee con un profilo di tostatura perfetta per l’estrazione in filtro.
Li abbiamo selezionati con caratteristiche il più differenti possibili tra loro: provenienza (tre continenti diversi), metodo di lavorazione e note aromatiche.
Il risultato sarà un vero e proprio viaggio tra esperienze gustative completamente differenti, per iniziare ad approcciarsi alla varietà che questo genere di caffè può offrire.

Etiopia Habesha
Il Sidamo Finca Habesha mantiene il carattere tipico degli arabica Heirloom: alta fragranza, acidità vivace e note floreali/fruttate. Per valorizzarne al massimo gli aromi fragranti e le note di pesca e frutti gialli, si consiglia una tostatura chiara-media, che preservi le delicate fragranze e la brillantezza dell’acidità. Metodi di estrazione ideali: V60 / Chemex / Aeropress con rapporto 1:15–1:16 (caffè:acqua), temperatura 92–94°C e macinatura medio-fine; per l’espresso prediligere una macinatura leggermente più fine con estrazioni brevi per non sovrastare le note più delicate. In termini di abbinamenti, si sposa molto bene con dessert a base di frutta (pesca, albicocca) o formaggi freschi; ottimo anche in filtro per colazioni che prediligono acidità e pulizia in tazza. Conservazione: mantenere in contenitore ermetico, al riparo da luce e umidità, consumare entro 2–4 settimane dalla tostatura per godere della massima espressività.
Messico Villa Corzo
Villa Corzo è un caffè dalla struttura piena e dalle note cioccolato-nocciola, con un corpo più presente rispetto agli etiopi e una dolcezza maltata. Una tostatura media esalta il corpo e le note di cioccolato senza perdere la pulizia aromatica; per chi cerca un profilo più dolce e rotondo si può tendere verso una media-scura con attenzione a non caricare troppo i sapori. Metodi consigliati: moka o espresso per un profilo caldo e corposo, e anche V60 per chi vuole mettere in risalto le sottili note aromatiche—rapporto 1:14–1:16 in filtro, temperatura 92–95°C; per moka usare macinatura medio-fine e circa 7–8 g per tazza da 50–60 ml. Essendo un lotto che nasce dal lavoro collettivo locale, è interessante anche come caffè da offrire in degustazioni che raccontino la filiera: si abbina bene a cioccolato fondente, dolci alle nocciole o a colazioni sostanziose. Conservare in luogo asciutto, in confezione sigillata dopo l’apertura.
Indonesia Bajawa Forest
Il Bajawa Forest riflette il suolo vulcanico e la biodiversità di Flores: corpo pieno, dolcezza complessa e note fruttate più scure (prugna) con accenti esotici (lychee). Per esaltarne corpo e complessità conviene una tostatura media-scura che arrotondi l’acidità e porti in primo piano i toni cioccolatosi e le note di frutta matura. Metodi ideali: espresso e moka per un’estrazione ricca e avvolgente; anche la French press può dare risultati ottimi mettendo in risalto il corpo. Indicazioni pratiche: rapporto espresso standard (18–20 g → 36–40 g estratto) o per filtro rapporto 1:15, temperatura 94–96°C e macinatura medio-grossa per French press. È perfetto con dessert a base di cioccolato, torte speziate o preparazioni salate-dolci; inoltre si presta bene a miscele se si cerca maggiore rotondità. Essendo spesso prodotto nel contesto forestale, presta attenzione alla freschezza: consumare entro poche settimane dalla tostatura e conservare sotto vuoto o in barattolo ermetico.
Tre caffè per Espresso
Se invece preferisci l’Espresso ecco tre miscele di caffè selezionati per te, in un ordine non casuale: si parte da una miscela più rotonda e dal gusto familiare, fino ad arrivare a quella più “complessa”.
Miscela Oro
Un classico delle miscele italiane: la miscela oro 80/20 è composta da caffè Arabica di alto livello e quanto serve di caffè robusta, per godere della corposità e della tipica crema vellutata che questi chicchi portano in tazza.
Una miscela che sembra nata quasi per la preparazione con il latte, cappuccini, macchiatoni a non finire.
Mokaflor Farm 90/10
La Mokaflor Farm, 90% arabica e 10% robusta, invece è la novità tra le nostre miscele per Espresso e Moka, una new entry.
L’idea che ci ha portato a crearla era quella di avvicinare il pubblico curioso, ma abituato a bere sempre la tradizione. Se fate parte di questa categoria, questo è il vostro caffè, una via di mezzo tra il classico espresso italiano e quello più strutturato a livello organolettico, appena più acido.
Perché per diventare veri coffee nerd è necessario aprirsi all’acidità e al suo concetto: si tratta infatti, nel mondo degli specialty coffee di una nota positiva e necessaria, ovviamente se ben bilanciata dalla dolcezza e dall’arte del roaster durante la tostatura.
Lab 100
E infine la Lab 100, 100% Arabica, senza un goccio di Robusta.
Ma non vi preoccupate, questo blend non ne ha bisogno, perché i due caffè selezionati che la compongono, sono in grado di conferirgli quella complessa rotondità che incrocia la dolcezza, tipica di un espresso doc.
Ovviamente spunta una bella acidità strutturata, fra il citrico e il malico, e una piccola e intrigante nota di cioccolato amaro.
E quindi? Da quale iniziamo?